AZIENDA AGRARIA MONTELUJANO 100% COVID-19 FREE

La recente epidemia di Coronavirus ha colpito soltanto marginalmente la nostra regione. Le attività agricole sono rimaste invariate. L'ospitalità agrituristica è ripresa, a seguito della riapertura tra Stati e regioni italiane, il 15 giugno 2020. L'azienda, che peraltro vanta una totale assenza di eventi morbosi da Coronavirus, ha elaborato un disciplinare sia per il personale assunto sia per l'ingresso e l'accoglienza dei nostri ospiti, siano essi fornitori oppure clienti dell'agriturismo, al quale tutti dovremo attenerci.

ANDRÀ TUTTO BENE!

Gli Eventi

Il Venerdì Santo si svolge la Processione del Cristo Morto, organizzata dalla "Confraternita di Santa Croce della Foce", da secoli tradizionale rappresentazione simbolica della Passione di Cristo. 
La processione è aperta da membri della Confraternita vestiti di sacco che suonano le ‘battistrangole’ (strumenti che provocano un suono di ferraglia) ed altri che portano il teschio simboleggiante il Golgota ed i simboli della Passione. Poi sfilano i simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, pregevoli sculture lignee dell’artigianato locale, dietro di esse intonano le loro note i cantori del "Miserere", canto popolare tramandato per tradizione orale. La processione percorre le principali vie della città, partendo al tramonto dalla Chiesa di Santa Croce. Durante il suo passaggio vengono accesi grandi fuochi in alcuni punti del percorso.

La Festa dei Ceri è forse riconducibile ad antichi riti pagani, ma solo il suo carattere cristiano e celebrativo in onore di Sant’Ubaldo è storicamente provato da documenti. I tre Ceri sono stati assunti ad emblema nello stemma della Regione Umbria.
La Festa inizia il 15 maggio, vigilia della ricorrenza di S. Ubaldo, patrono della città (16 maggio): tra ali festanti di folla proveniente da ogni parte del mondo i “ceraioli”, uomini vestiti con colori sgargianti, portano di corsa a spalla tre enormi ceri lignei issati in precedenza su barelle, ciascuno sormontato dalla statua di un santo (il patrono S. Ubaldo, S. Antonio Abate e S. Giorgio, simboleggiati dai colori giallo, nero e azzurro), attraverso le strade della città e fino alla basilica di S. Ubaldo in cima al monte Ingino, facendo in modo che il santo festeggiato arrivi ed entri nella basilica sempre per primo. Una volta arrivati in questo luogo, i Ceri vi sosteranno sino all'anno successivo, mentre le statue dei Santi sono riportate in città tra canti e fiaccolate. 

Nel sec. XIII Gubbio ospitò san Francesco d’Assisi e, di quei tempi, resta la leggenda del lupo di Gubbio, feroce mangiatore di uomini (per alcuni non un animale ma un sanguinario fuorilegge), che il santo avrebbe ammansito - nel luogo ove oggi sorge la chiesa della Vittorina - e fatto adottare dagli Eugubini, i quali l’avrebbero poi trattato e nutrito come un animale domestico fino alla morte.

Il Palio della Balestra è una gara di tiro a segno con la balestra medievale da postazione, di cui si trovano già tracce in documenti del 1461, del 1508 e del 1539. Il documento più antico finora rinvenuto, in cui siano stati elencati i "Capitoli da osservarsi nel tirare delle Frezze o Balestre nella Festa del gloriosissimo Patre e Protettore nostro, S. Ubaldo" è del 1650, in questo si fa riferimento a regolamenti precedenti. Statuti per il buon regolamento del giuoco sono datati 1729 e 1748. Nel 1925 vengono aggiornati i "Capitoli della Società Balestrieri della Città  di Gubbio". 
Al Palio, che si svolge ogni anno l'ultima domenica di maggio, partecipano la Società Balestrieri di Gubbio e la Società Balestrieri di Sansepolcro, che disputano il giuoco sin dal XV sec.
I balestrieri indossano l'antico costume storico e assistono alla gara un console, un connestabile, designati annualmente e anch'essi in costume, e le autorità cittadine. Al balestriere vincitore viene assegnato in premio il palio, realizzato ogni anno da un noto artista.
 Gli Sbandieratori di Gubbio - nelle pause della gara - si cimentano in giochi di abilità. Alla fine della manifestazione il corteo storico sfila per le vie cittadine illuminate da fiaccole.
Il 14 agosto si tiene invece - sempre protagonista la balestra - il Torneo dei Quartieri eugubini (di San Giuliano, Sant'Andrea, San Pietro e San Martino).

A fine anno (dal 7-12 fino al 6-1) viene acceso quello che è stato definito "l'albero di Natale più grande del mondo", che si estende per 750 metri di altezza e una base di 450 m sul monte Ingino, per una superficie complessiva di 130.000 mq, alle spalle di Gubbio.
L'intera opera è stata realizzata per la prima volta nel 1981, anno nel quale, il 7 dicembre, è avvenuta la prima accensione, mentre nel 1991 l'albero è entrato nel Guinness dei primati.

Gubbio è però ricca anche di eventi culturali - come le stagioni invernale al Teatro Comunale ed estiva al Teatro Romano, il Gubbio Summer Festival di musica classica, il tradizionale Concerto del Palio che si svolge a fine maggio presso la Chiesa di Santa Maria al Corso -, sportivi come il Torneo Luigi Fagioli, l'annuale corsa automobilistica in salita, gastronomici come la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco e dei prodotti agro-alimentari ai primi di novembre.

L'Umbria a sua volta è meta di ambite manifestazioni come il Calendimaggio ad Assisi e la Giostra della Quintana a Foligno, il Festival dei Due Mondi a Spoleto, Umbria Jazz a Perugia e, in ambito gastronomico, Eurochocolate a Perugia.

Mete di rilievo sono, nelle vicine Marche, il magnifico Eremo di Fonte Avellana alle pendici del Monte Catria al confine con Pesaro-Urbino, che ricevette impulso da San Romualdo e successivamente da San Pier Damiani, eretta abbazia nel 1325, ove soggiornò Dante Alighieri, e le grotte dI Frasassi, grotte carsiche sotterranee nel territorio del comune di Genga, in provincia di Ancona.

 

 

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